Ahmadinejad: "Romperemo i denti all'America"
Il disarmo a costo zero di Obama esclude terroristi, Iran e Corea del nord
La “Nuclear Posture Review” annunciata ieri da Barack Obama non è la svolta antinucleare che volevano i pacifisti del Partito democratico, ma è comunque uno scostamento dalla dottrina delle precedenti amministrazioni repubblicane e democratiche. Alla vigilia della firma del nuovo Trattato Start con la Russia e a una settimana da un summit globale per spingere il suo “mondo senza armi nucleari”, Obama ha annunciato che gli Stati Uniti limiteranno gli scenari per ricorrere all’arsenale atomico, con alcune eccezioni significative.
22 AGO 20

La “Nuclear Posture Review” annunciata ieri da Barack Obama non è la svolta antinucleare che volevano i pacifisti del Partito democratico, ma è comunque uno scostamento dalla dottrina delle precedenti amministrazioni repubblicane e democratiche. Alla vigilia della firma del nuovo Trattato Start con la Russia e a una settimana da un summit globale per spingere il suo “mondo senza armi nucleari”, Obama ha annunciato che gli Stati Uniti limiteranno gli scenari per ricorrere all’arsenale atomico, con alcune eccezioni significative. La nuova dottrina esclude una rappresaglia nucleare a un attacco contro gli Stati Uniti effettuato con armi biologiche, chimiche o convenzionali. Contrariamente a quanto chiesto dal Pentagono, la strategia prevede una rinuncia a sviluppare nuove testate nucleari. Obama ha promesso che non userà armi atomiche contro gli stati non nucleari. Ma sono esclusi “casi isolati come Iran e Corea del nord”, che hanno violato o denunciato il Trattato di non proliferazione, ha spiegato il presidente al New York Times. Obama si riserva di ritornare all’opzione della rappresaglia nucleare contro gli stati non nucleari, nel caso in cui l’America diventasse vulnerabile a un attacco chimico o biologico di vaste proporzioni. Gli Stati Uniti mantengono il diritto di usare per primi l’arma atomica in un conflitto, anche se non attaccati direttamente, continuando così a garantire l’ombrello nucleare americano per gli alleati.
La piccola svolta nucleare di Obama ha un costo strategico quasi nullo e conseguenze limitate. “Non c’è nessun Robespierre che arriva e dice: tagliate loro la testa, si cambia tutto”, ha spiegato l’esperto George Perkovich al Carnegie Endowment for International Peace. La Guerra fredda è finita e Washington considera Russia e Cina più come partner che come potenze atomiche ostili. La nuova dottrina si concentra sui terroristi e gli stati canaglia: “Il massiccio arsenale nucleare ereditato dall’era della Guerra fredda non è adatto ad affrontare le sfide poste dai terroristi suicidi e dai regimi ostili che vogliono le armi nucleari”, spiega la Nuclear Posture Review. In caso di attacco atomico di al Qaida, non è possibile rispondere con una rappresaglia nucleare su uno stato. “Di conseguenza, è essenziale allineare le nostre politiche nucleari alle priorità più urgenti: prevenire il terrorismo nucleare e la proliferazione nucleare”.
La piccola svolta nucleare di Obama ha un costo strategico quasi nullo e conseguenze limitate. “Non c’è nessun Robespierre che arriva e dice: tagliate loro la testa, si cambia tutto”, ha spiegato l’esperto George Perkovich al Carnegie Endowment for International Peace. La Guerra fredda è finita e Washington considera Russia e Cina più come partner che come potenze atomiche ostili. La nuova dottrina si concentra sui terroristi e gli stati canaglia: “Il massiccio arsenale nucleare ereditato dall’era della Guerra fredda non è adatto ad affrontare le sfide poste dai terroristi suicidi e dai regimi ostili che vogliono le armi nucleari”, spiega la Nuclear Posture Review. In caso di attacco atomico di al Qaida, non è possibile rispondere con una rappresaglia nucleare su uno stato. “Di conseguenza, è essenziale allineare le nostre politiche nucleari alle priorità più urgenti: prevenire il terrorismo nucleare e la proliferazione nucleare”.
Se Iran e Corea del nord vogliono “testare la nostra credibilità”, ha detto Obama, rimarranno obiettivi di un potenziale attacco nucleare. Per alcuni analisti, non cambia molto rispetto alla Nuclear Posture di George W. Bush che, dopo l’11 settembre, era stata ri-calibrata per un mondo senza Guerra fredda e con al Qaida. Ma la linea moderata – scelta dall’Amministrazione per convincere il Congresso a ratificare il Trattato Start che verrà firmato domani a Praga – irrita falchi e colombe. Il Pentagono teme che la revisione sia fondata su un presupposto sbagliato: la nuova dottrina nucleare della Russia, adottata in febbraio, “va nella direzione opposta” a Obama, ha detto Michèle Flournoy, sottosegretario alla Difesa: “I russi stanno aumentando la loro fiducia nelle armi nucleari”. Ieri Mosca ha detto di voler inserire una clausola per uscire dal Trattato Start se lo scudo antimissile americano minaccerà il suo potenziale atomico.